Terzo Settore: Riconosciute le competenze acquisite nelle esperienze di volontariato.
Un riconoscimento importante per gli Enti del Terzo settore e per i volontari che vi partecipano.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso ottobre il decreto che riconosce, in ambito scolastico e lavorativo, le competenze acquisite durante esperienze di volontariato. Un traguardo atteso da anni dal Terzo Settore, che ora diventa realtà.
Le competenze maturate attraverso l’attività volontaria – se l’esperienza dura almeno 60 ore in 12 mesi – potranno essere attestate dagli Enti del Terzo Settore (Ets) e far parte del Sistema nazionale di certificazione delle competenze.
Le competenze potranno essere spese:
- nei percorsi scolastici e universitari, come crediti formativi;
- nei concorsi pubblici, come titoli aggiuntivi;
- nel mondo del lavoro, come elementi di valutazione delle soft skills
Gli Ets, chiamati a garantire qualità, trasparenza e pari accesso al servizio.
Ogni percorso di volontariato potrà prevedere:
- la presenza di un tutor;
- un progetto personalizzato con obiettivi chiari e verificabili;
- un documento di trasparenza finale;
e, per chi completa almeno il 75% dell’attività, l’attestazione ufficiale delle competenze acquisite.
Gli effetti concreti di questo decreto saranno rilevanti soprattutto per i più giovani.
Per la viceministra del Lavoro e delle Politiche social Maria Teresa Bellucci, che ha guidato il percorso del decreto, si tratta di un risultato anche personale:
“So quanto il volontariato possa cambiarti la vita, farti scoprire talenti ed energie che non pensavi di possedere. Riconoscere le competenze dei volontari significa riconoscere la loro dignità, responsabilità e la forza trasformativa dell’impegno gratuito.”
I requisiti:
Durata minima richiesta: almeno 60 ore in 12 mesi di attività continuativa.
Attestazione: rilasciata dall’Ente del Terzo Settore presso cui si è svolta l’esperienza.
Tutoraggio e progetto personalizzato per ogni volontario sarà seguito e valutato su obiettivi chiari.
completamento di almeno il 75% delle attività previste.
Spendibilità: crediti formativi scolastici o universitari, punteggi nei concorsi pubblici, riconoscimento professionale.
Competenze valorizzate: organizzazione, lavoro di squadra, comunicazione, problem solving, gestione dei conflitti.
Chi ne può usufruire: i volontari che svolgono la loro attivita’ in modo non occasionale per il tramite degli enti del Terzo settore.
Individua le competenze esercitate nello svolgimento delle attività di volontariato anche ai fini della spendibilità delle attestazioni rilasciate nell’ambito dei servizi regionali di individuazione, validazione e certificazione delle competenze.
Ai fini della portabilità delle competenze nell’ambito del Sistema nazionale di certificazione delle competenze, le stesse, individuate ai sensi e per gli effetti del presente decreto, sono valutate su richiesta della persona e riconosciute secondo criteri e procedure definiti da ciascun ente pubblico titolare per i rispettivi ambiti di titolarità
Le competenze individuate possono costituire attestazioni utili nell’ambito dei pubblici concorsi per l’impiego nelle pubbliche amministrazioni
